giovedì 13 settembre 2007

Francesco de Gregori

"Tutto nel mondo è burla"- Falstaff, nel suo vestito rosso pomodoro, grasso e pesante come l' ironia del suo naso, liquida con occhi goderecci, da vero enfant gate, una straordinaria innocenza della vita. Era un uomo enorme, viziato e cinico, ma cinico senza colpa e viziato con ingenuità. L'orologio degli uomini forti non ha ore, non ci sono lancette troppo magre a scandirne gli eventi e non c'è nemmeno un centro, perchè l'unico vero centro è la sua Volontà. Ho scelto questo quadro, un uomo e una donna nudi, "abbracciati" in un nucleo che può essere il tempo, il mondo, un occhio, come vi piace, perchè suggerisce simbolismi davvero poco simbolici, non ha fughe interpretative, quell'ambiguità ladra che paralizza il lettore in un testo di Rimbaud, in una sinestesia di Baudelaire o in una canzone di De Gregori. Mi accorgo di aver fatto una giustapposizione di pensieri, ma è al Principe che ho pensato guardando il disegno. Non l'Infinito, ma l'Universale; non il tempo, ma il viaggio; al di là delle ore, la storia; al posto del banale, il quotidiano. Dicono che le sue canzoni siano troppo ermetiche, che eccessivo e fannullone sia l'uso delle sinestesie; dicono che abbia accordato le sue parole su una chitarra sbronza, che suona una musica che non vuol farsi capire. Deve piacergli questa ambiguità, questa facoltà di stroncare l'unicità dell'interpretazione. Di essere banalizzato, di essere capito ad ogni costo, non gliene frega niente. Scrive così: " E' solo il capobanda, ma sembra un faraone[...]Ha gli occhi dello schiavo, lo sguardo del padrone, si atteggia a Mitterand, ma è peggio di Nerone."-E una voce intelligente ridacchia nell'orecchio: " Bettino! Bettino!" E ancora - " Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti rubando?"- Dove l'accento sta su una certa dizione irritante di Mr "Mi consenta". Leggi meglio queste note, ti fai un'idea di quale sia la parte dove sta Lui, poi ti accorgi che il titolo dell'album è "Canzoni d'amore" e un pò ti viene da ridere per tutto questo sarcasmo, per tutto questo nominalismo dell'azione. Non credo che il Principe abbia mai scritto canzoni d'amore, non in senso stretto, romantico, opinabile, da feuilletons. Non credo nemmeno sia un caso che De Gregori abbia utilizzato le parole: " Ti amo" In "Pezzi di vetro" e poi se le sia dimenticate fino all'ultimo album. Persino Rimmel non è una dichiarazione d'amore, è la storia di un addio, lucido come un cristallo, netto come un no. De Gregori canta le donne, quel repertorio di figura che gli è così congeniale: la sua Alice che guarda i gatti, Irene alla finestra, Caterina, Marlen, che non dice la sua età, Hilde che suona la cetra, la donna bianca nell'Atlantico, tutte figure luminose, ammalate, ellittiche, metafore che incontri ogni giorni nelle strade bianche di qualche città. Che importa chi siano? Come camminano? Non chi, ma...Cosa? La donna cannone rimane davvero un enorme mistero; di là dalle paroline dolci che tutti canticchiano, c'è una delle creature più delicate che la musica abbia mai creato. Io ci vedo una figura da circo, quasi un'artista, un mostriciattolo con un sogno d'amore, per cui sceglie di morire, di "buttare il suo cuore tra le stelle", per dirla meno chiaramente; vuole diventare d'oro e d'argento, " in faccia ai maligni e ai superbi" e questo ci suggerisce che ha sofferto; è una donna che invoca un amore che non può avere e gli chiede di volare nell'azzurro, finchè più avanti leggiamo: "Tutta sola verso un cielo nero nero si incamminò". La donna cannone ha buttato il suo cuore tra le stelle, dall'azzurro cielo al cielo nero, ma ha camminato da sola verso questo suo ultimo viaggio, "senza passare per la stazione".
Non avrà più fame, nè sete, non ci saranno reti ad imbrigliarne la libertà. Guarda quest'uomo che non la vuole e gli dice con una semplicità struggente, solitaria, ma calma: "E con le mani -amore!- e per le mani ti prenderò, e senza dire parole nel mio cuore ti porterò. E non avrò paura se non sarò bella come dici tu." Continua a chiamarlo " amore", perchè sa che nell'ultimo viaggio non ci sarà nessuna bruttezza, nessuna paura.
-Forse sapeva di dover camminare da sola.
Era solo un sogno, il suo sogno d'amore.
Alla mia Simona, con l'affetto di sempre.
Michela

2 commenti:

J.Belbo ha detto...

hey...how are you???i just saw your comment, i am in the army now, i don't check my mail often.. I really love latin, here in greece though there is no one to teach you latin, so i am working it alone, as i can...i hope you are ok, i m going to learn italian to understand what you are writing, i am really curious..
Hope we talk again soon
kisses

J.Belbo ha detto...

hey...Everything's fine here, actually i didn't choose to join the army, it's obligatory in greece, don't know if it's the same in italy...Its a strange experience, basically a lost year out of your life. At least my complicated and enigmatic thoughts are still here, safe from everyday life's influences, this can be harmful i suppose though... Hope you are ok, i really wish we could talk more often, anyway, my thoughts with you, sorry for the big comment.
Kisses