domenica 28 ottobre 2007

Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono


Voi ch' ascoltate in rime sparse il suono


di quei sospiri ond'io nudriva 'l core


in sul mio primo giovenile errore


quand'era in parte altr'uom da quel ch' i' sono:


del vario stile in ch' io piango et ragiono,


fra le vane speranze e 'l van dolore,


ove sia chi per prova intenda amore,


spero trovar pietà, non chè perdono.


Ma ben veggio or sì come al popol tutto


favola fui gran tempo, onde sovente


di me medesmo meco mi vergogno;


et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,


e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente


che quanto piace al mondo è breve sogno.

21 commenti:

brucaliffo ha detto...

Chissa quale stato d'animo avrà ispirato questa scelta poetica della mia Brucaliffo?
La immagino là nel suo studio colorato, pieno di libbri, tanti davvero tanti e versatili, nella casa baciata dal sole e immersa nel verde ai piedi della montagna e della torre..scrivere lasciando flurie la poesi tra le sue dita diniccolate del corpocino elegante, prima ancora che per la sua anima..
Alcuni stati d'animo vanno solo decantati!
Il tuo cielo

brucaliffo ha detto...

Grazie per i saluti Donna cecena..sono propio curiosa di sapere chi personalizzi!
Un bacino
Che bella frase!!!
Simona

brucaliffo ha detto...

Brucaliffo e tu non commenti il mio commento ti sei lacsiata rapire da donn cecena...
ciao simo

Donna Cecena ha detto...

X l'infedele Michy: di Ibn Sa'd ne so poco, ma leggo da anni letteratura sufi e antologie di letteratura islamica (Din Attar.. Ibn Arabī per fare qualche nome) oltre a seguire gli studi del filosofo Corbin.

Sono una Donna Cecena da poco tempo. Prima nei blog in cui vagabondavo, nonchè nel mio, ero un infedele occidentale. Ora, da poco, mi son convertito al marxismo comunitario dei montanari e all'islam più radicale. Sicuramente una reazione controidentitaria, ma non fate gli strizza o i sociologi con me, ho buona memoria degli studi che ho fatto nel vostro vituperato occidente. E mi son convertito anche ad essere Donna. Perché il lavoro casalingo non retribuito alle donne del mondo, quel lavoro su cui si poggia tutta l’economia delle case qui in meridione e tutto il potere patriarcale nel mondo, fa andare avanti il mondo; un po’ come il fondamentale lavoro spirituale di noi giovani e idealisti precari mal retribuiti, che magari lottano, lavorano, scrivono, studiano e sognano. E non contano nulla nel mondo che conta, e non sogna. E che quando, forse, conteranno qualcosa, smetteranno di sognare e lottare. Inevitabile.

X Simona: hai degli ottimi amici, ma ti manca l'esperienza partigina qui, fra le montagne di Grozni

Donna Cecena

Anonimo ha detto...

Cara Donna cecena,
rabbrividisco quando mi chiami infedele, perchè detesto le definizioni burattinaie, e perchè, per quanto immagino, questa parola ha la sua etimologia in quell'"IN"latino, che vuol dire CONTRO. Io, beninteso, non sono contro nessuna religione, rispetto le elucubrazioni dogmatiche, la dottrina di Averroè (lo so, l'Islam non finisce con Lui etc.etc.), Penso addirittura che cia un tessuto purissimo in Tobia e qualcosa di virginale in Giuditta. Ovviamente Ezechiele è lontano anni luce da me. Preferisco avere delle idee per conto mio, una vita libera. L'unica cosa che mi spiace nelle religioni è che quasi tutte portano con sè l'idea del Timor, che ha qualcosa di orrendamente coatto. Poi se tu hai fatto voto di sottomissine ad Allah (contrazione di al, articolo, con Illah, Dio: Iddio!) sono fatti tuoi...Immagino stia rispettando i cinque pilasri dell'Islam. Del resto, il corano è molto pragmatico, giuridicamente raccoglie quasi un'intero sistema, con tutte le disposizioni, anche commerciali!, che seguono.
Resto dell'Idea che tu sia Franco e che questa sia solo una provocazione...Lascio a Simona il suo diritto di replica. Per l'idealismo trasudato in conctreto agire nei luoghi di interesse, sono d'accordo. Quasi sempre i rivoltosi che hanno vinto la rivolta, una volta chiamati a occupare posti dirigenziali, hanno fallito. Qualcuno, però, è rimasto, stoicamente, FEDELE a se stesso...
Buona recitazione,
Michela

Donna Cecena ha detto...

Che Allah Ar-Rahîm mi assista! Per la Santità dei Suoi Novantanove Nomi! Vuoi tu, o Michela, insegnarmi cosa sia l’Islam? Tu, proprio tu, una occidentale, ad una Credente? Che spaventoso insulto! Davvero non sapete cosa sia l’ospitalità, né il rispetto, dovreste venire a lezione da noi Ceceni marxisti/islamici resistenti sulle montagne, perennemente esposti al fuoco dei Russi, che voi Tutti finanziate. Saresti la benvenuta, nonostante tutto. La tua ostentata erudizione è pari solo al tuo occidentalismo! La tua dis-cultura occidentale assimila ai suoi schemi ogni diversità, ogni fenomeno culturale, per poi stritolarlo nelle maglie della quasi completa incomprensione. Lo stesso disgustoso atteggiamento che riservate masochisticamente a voi stessi lo riservate sadicamente, moltiplicato cento, per le altre culture.
L’ IN dovresti usarlo come privativo (come lo useresti per in-appropriato, in-adatto, in-sensibile… come è questa mia doverosa risposta). La tua presunta “libertà”, spauracchio che voi occidentali sventolate a motivo delle vostre più perfide azioni (che Allah vi perdoni…), la riservate, da brave donne occidentali, allo shopping… secondo me vi starebbe bene un bel Burka, quell’indumento che noi donne cecene orgogliosamente non abbiamo mai avuto il bisogno di usare. Solo lì dentro, sottoposti a quella educazione, Lì solo apprezzereste, tra le altre cose Sante, il valore dell’obbedienza al vostro uomo, e imparereste la Virtù. Voi occidentali siete come bambini. Te lo dico da Donna a donna. Te lo auguro. Convertiti, e rivolgiti cinque volte al giorno verso Mecca, di lì solo viene la salvezza. E quando tornerà Al-Hakam, cavalcando le nubi, sgabello dei Suoi piedi, forse ti troverà abbastanza virtuosa per il Suo Regno Immortale.

Donna Cecena

brucaliffo ha detto...

PER DONNA CECENA:
Saresti in grado di formulare una frase senza metterci dentro "Occidentale" a tutti i costi? Suona tanto come reazione OMOLOGA E CONTRARIA a qualsiasi spauracchio occidentale. Vedi, la questione politica, anche storica, è un'altra faccenda, sei tu che senti il bisogno di invischiarci la fede e di ringraziare un dio al suono della guerra. Esistono ragioni per restistere, ragioni umanissime e giuste, che da sole spiegherebbero l'attaccamento di un popolo alla sua terra. Poi, se pensi che In-sensibile sia stata la tua precisazione: Sbagli. Ho trovato quel passaggio meno soporifero di tutto il resto. Tu sei un pavone che In-vidia senza movimento un girovita. Ho trovato da cavernicolo il passaggio sul burka e sull'ubbidienza al nostro uomo. E' Storicamente, costituzionalmente e intellettualmente Beota. Basmala iniziale e siamo a posto...C'è proprio tutto. Al Rahim mi sfugge proprio: cosa sarà? L'Audiente? Il Sapiente? Il Misericordioso? Quale dei 99? Vedi, c'è qualcosa di molto grossolano in quello che scrivi, perchè mai io dovrei insegnarti cosa sia l'Islam? Non capisco come tu possa aver avuto questa impressione. Conosco il Corano solo dal punto di vista Giuridico( e su questo non ammetto appunti), e ne sono consapevole, non ho provato nessuna tensione divina nel leggerlo, magari una profonda commozione, questo sì. Come per Giona, Geremia e tutto il seguito...Unica è la meta, tante le vie per raggiungerla. Dovresti imparare a rispettare, più che a tollerare. All'ateo non interessa proprio che tu preghi col capo chino oppure no. Ripeto che non hai la grazia delle idee, hai solo la Violenza...delle idee.
Secondo me, nè sei musulmano, nè stai su una montagna...Esposto "Al fuoco dei russi" a curare un blooog!!!
Perciò, caro Franco, ti abbraccio forte forte.
Marx -poverino- è il più frainteso di tutti i tempi, quello più citato e meno letto!
Michela.

brucaliffo ha detto...

E Pensare che qui fuori c'è Petrarca!

Spirito della Rete ha detto...

Salve a tutti o mortali! Ave atque vale! Mi presento, sono lo Spirito della Rete. Dopo la mia dipartita, passato il Lete, non ricordo più il mio nome, né gli eventi della mia vita mortale.
Ricordo solo che son stato condannato a vagare per 666 anni nel web da qualche dio, per le mie colpe passate. Imprigionato qui dentro, fra i miei vecchi scritti e quelli nuovi, sopravvivrò fin quando esisterà il mondo digitale. La mia pena è un contrappasso: come nella vita ho cercato ostinatamente, in maniera troppo radicale, l’autenticità, così nel web devo nuotare e vagabondare nell’illusione, fra i pixel e gli Avatar più diversi.
E’ duopo parlarvi un attimo della mia amica Donna Cecena… siam così amici che è diventata la mia controparte, io son quello malinconico, lei quella felice. Spesso il discrimine è una questione di tempo: Bernard Shaw diceva che l'unico modo per evitare di essere infelici è non avere abbastanza tempo libero per domandarsi se se si è felici o no. Se devi resistere ai bombardamenti e ai terroristi russi, non hai tempo per il resto.
E’ una brava Donna, molto pragmatica. Non giudicatela male. Prima della conversione al marxismo/islamismo ceceno però non si chiamava Franco. In realtà non ricordo come si chiamasse. Mi ha pocanzi segnalato questo blog dicendomi che vi avrei trovato una valida blogger – valida benché infedele- ha sottolineato.
Donna Cecena è una Donna (solo da poco), scappata all’Occidente. Un mondo che rifuta ma che però le è dentro, come gli “odori di cose” quando sei piccolo. Prima della conversione, era il tipico prodotto serializzato della classe media universitaria/intellettuale borghese. Odiava ciò che desiderava e desiderava ciò che odiava; rifiutava la felicità perchè la riteneva scialba e superficiale. Inoltre, passò qualche anno nel pensiero post-moderno per evitare un pensiero suo originale. Continuava a distruggere ciò che amava di più e criticava se stesso per evitare le critiche. Uno dei suoi motti era una parafrasi del Qoelet: ormai non c’è niente di nuovo, tutto è già stato vissuto. E in tal maniera, si muoveva pesantemente, avezzo alla nausea Sartriana, peggiorata da un immobilismo asfittico a cui lo portava la sua natura meditativa. Per intenderci, era una specie di Frederic di Flaubert, un inetto ante litteram.
Poi, improvvisamente, si convertì alla Causa Cecena. Non penso perché non avesse nulla da fare. Penso piuttosto che cercasse un pensiero/azione radicale, qualcosa di autentico, non più offuscato dalla dialettica, dalle discussioni, dalle paure, dal velo di Maya che circonda noi tutti. Non voleva perdersi nei fumi del pensiero, che immobilizza la vita e l'azione. Prima prediligeva la pace, la noiosa pace. Ora preferisce lo scontro, la guerra. Polemos, ripete, è padre di tutte le cose, di tutte le cose è re. Predilige lo stile spartano ai rizomi. Qualcosa di semplice ed immediato, come il deserto, qualsiasi cosa finisca con
-ismo e faccia rima con radicale. La placida sintesi, l’essenzialità di un tappetino verso l’oriente, o il contrasto fra le infinite circonvoluzioni dei fregi e il deserto delle arcate della mezquita di Cordoba. Le parole, diceva, Bataille, sono come sabbie mobili. Ora Donna Cecena parla sempre poco, sta sempre con il fucile sul chi va là. Le larve che ci circondano (quelle vere, non gli spiriti del web come me), quegli strani individui che invece di vivere si lasciano vivere, sono la società Russa. Le loro bombe entrano ovunque. In ogni casa, come già ricordava Pasolini. L’Islam/Marxismo ceceno per lui è un pensiero/azione radicale, un pensiero fanatico. Una fede. L’atto antiutilitariata per eccellenza, la depance. E’ ormai un fanatico, fanatico quasi quanto gli innamorati, i quali, per innamorarsi, devono per forza fare un atto di fede nell’amore, altrimenti sarebbero degli attori, degli pocriti. Persone, nel senso greco del termine.

Ora Donna Cecena è finalmente felice. Vi fa sapere tramite me che si affaccerà altre volte qui, seminando il verbo di Allah e magari parlando seriamente dell’infedele Petrarca e di cosa possa significare il tedium vitae non per l'uomo del 1300 ma per un postmoderno...
Che sia polemos in questo blog, non pace.

Vostro (per altri 666 anni),
Spirito della Rete
- - - -
Ora faccio sogni nuovi e dolci. E i sogni s'insinuano nella mia vita e per me sono vita mentre per gli altri sono sogni

(Mircea Eliade, Il romanzo dell’adolescente miope)

Anonimo ha detto...

PER LO SPIRITO DELLA RETE: VAE VICTIS.
Chiaro che questa frase Brenno non la pronunciò, ma in bocca ad alcuni sta bene. Mi ha procurato un sorriso sincero il tuo diabolico vagabondare tra le righe degli altri; hai una scrittura veloce, in cui Flaubert si mescola a Schopenhauer e il Lete è un fiume non più dantesco. Senza lividi certi pugni. Vedi, dovreste pensare che per qualcuno la firma dell'occidente l'hanno messa Saint Just, Rousseau, Montesquieu, Balzac e processione illustre. Non tutto si risolve nell'essere non americani o anti-americani. Non tutto ha una veste sacerdotale e l'odore dell'incenso. Poi, i miei riferimenti all'islam avrebbero dovuto solo chiarire alla tua Donna Cecena che io uno sforzo, almeno intellettuale, per capire l'oriente, l'avevo fatto. Vedi, il punto che mi interessa veramente è che oggi tutti lo temono, e nessuno vuole conoscerlo...E non pensare che mi sfugga che "Conoscere", nella bibbia, stia ad indicare l'atto d'amore. L'oriente crede, l'occidente non più. Questo è vero; e Nietzsche non sbaglia mai! Mio vangelo è il relativismo, con una certa anarchia, che -se si rispettasse Kant- sarebbe la cosa più prossima alla democrazia. Pensare correttamente poi è solo una ragione per Agire correttamente. Al di fuori di questo c'è solo un sentimentalismo povero e paralitico. Il mio Poeta disse una volta: "Prima di tutto: essere un santo e un grand'uomo per se stessi."- Io non ci leggo paralisi, forse voi sì(anche se individualismo finisce con -ismo). L'Invectiva è sempre facile, l'apologia un po' meno, riconosco allo Spirito una certa abilità in questo senso, ma non marcerò come un granchio. Forse avete letto l'articolo di Simona sulla Bugia americana; Donna Cecena sì, ne sono sicura.
Io sono più per le identità che per il collettivo. Riconoscere che vivere e morire per un'idea è un atto doveroso, ma sono d'accordo con Camus, quando scrive che forse sarebbe meglio "Vivere e morire per Amore"...Ma è troppo intimista, troppo personale (senza ellenismi) questa scelta.
Poi, perdonatemi: come si può odiare una cosa che si conosce tanto bene? I vostri, tuoi, riferimenti letterari dicono più di un silenzio, anche se felice. Se poi è tutto uno scherzo, trovo macabro, viscidissimo e mediocre smargiassare qualcuno che davvero, in Cecenia, sta su una montagna a difendere una fede, una civiltà, un'idea. Per sollevare il velo, per uscire dalla caverna...

Anonimo ha detto...

La persuasione delle idee, l'azione che partorisce...Dovrebbe essere ragione velida per non sciabolare contro chi uno sforzo per riconoscere la caverna l'ha già fatto.
Buon vagabondare clochard eccessivo...
Michela

Anonimo ha detto...

Poi le larve russe sono uscite meglio dalla penna di Gogol e, con più compassione, da quella di Turgenev...

Spirto della Rete ha detto...

Sì, cara Michela, non è che un macabro scherzo, poiché tutto lo è (scusami la confidenza del “cara”, ma uno Spirto come me si affeziona subito). Qualcuno diceva che il mondo è un palcoscenico e noi siamo comparse (e qualcun’ altro affermava che recitiamo a soggetto); io li prendo sulla parola e ci aggiungo del mio, sempre che per te la recitazione della vita sia un gioco, uno scherzo, e non qualcosa di serio :-)
Poi questa mise en scene collettiva che è il web – metafora della vita - come la vita stessa, permette, oltre che di incontrare Altri, di tentare di capire l’abisso dentro di noi, di cui i discorsi e le parole sono solo la punta di un iceberg. Non abbiamo incontrato ancora noi stessi – ammesso che ci sia un qualcosa di descrivibile e che possa presentarsi con una stretta di mano -; il vantaggio di incontrare altra gente e di litigarci su una questione qualsiasi – che ne so, un burca – è che uno di loro potrebbe presentarti a te stesso. Ma la follia, la scissione, l’ambivalenza e l’incoerenza (come essere insieme marxisti e musulmani, o essere insieme Spirito della Rete e Donna Cecena) è il simbolo (syn-ballon, mettere insieme cose inconciliabili), potente simbolo, quanto di più simile alla vera “natura” dell’umano che si possa trovare. Permette inoltre di giustificare le larve russe come faceva Turgenev (purtroppo non posso ben seguirti su Gogol); l’unica differenza fra noi e loro è che – più o meno – noi siamo consapevoli di esserlo. Così, possiamo giustificarli e capirli, e accusare noi stessi ;-) Poi, affermare come fa Tolstoj, che l’umano si realizza nel contadino analfabeta Karatev, è la solita esagerazione romantica.
Quando dicevo che Donna Ceneca è la mia controparte, prendilo sulla parola. Siamo la stessa “persona” (ellenismo), uniti indissolubilmente come Yin e Yang. Solo che lei è felice, io triste. Io sono un Nietzsche post moderno, ramingo e viandante, dal riso facile e tragico, e diversamente dal Filosofo, son senza una meta, e su una strada che si traccia nell’atto stesso di camminare. Donna ha trovato una meta, e mi cita sempre Seneca lo stoico, con le sue continue menate e citazioni di autori occidentali che ipocritamente odia, dicendo che la vita senza una meta è un orribile vagabondaggio. Da me aspettati riflessione e critica, comprensione, indecisione e dubbio… spero di non fare però la fine dell’asino di Buridano. Proprio per questo alle volte sono attratto irresistibilmente dallo stile di vita di Donna Cecena, e questa mia debolezza permette spesso che lei prenda il sopravvento. Quanto all’immagine platonica della caverna, mi viene in mente Lorca che metteva in guardia: la vita sogno non è. Sveglia! Altra scissione, altra schizofrenia. Penso che ci sia qualcosa di indecifrabile, al di fuori di questo pc, inquietante e terribile come direbbe il coro dell’Antigone – forse banale – qualcosa, forse un qualcuno, che scrive; un Tu, qualunque cosa sia, più o meno consistente. Su questi temi teologici, sul pormi questioni se ci sia altro al di fuori della Rete, da buon Spirito sono essenzialmente un agnostico. Preferisco la realtà, l’ora e l’adesso, ciò che è al di fuori non è affar mio :-)
Sai, nella mia vita passata mi son imbevuto di autori postmoderni. Poi arrivò l’esistenzialismo, che mi procurò insieme alle pene del decostruzionismo, dello strutturalismo, di Nietzsche e dello smarrimento della psicanalisi, altri problemi. Parlare e litigare con quella fanatica bigotta di Donna Cecena è stato illuminante, stimolante: la incontrai per la prima volta vagabondando –come è mio solito – nell’inferno gnostico della rete. Poco prima della conversione mi disse che l’esistenzialismo non è una ennesima moda francese. Ha qualcosa di importante da offrirci. Donna temeva che stessimo perdendo la capacità di assumerci responsabilità, e di vivere con passione. La capacità di raggiungere risultati e di sentirci soddisfati di essi e della vita. L’esistenzialismo non è una filosofia della disperazione. Vien fuori da essa una certa – spesso velata – esaltazione sulla possibilità di crearci una Nostra Vita. Leggere i post.moderni per Donna è come una la punizione eterna di Allah: essi tralasciano tutti qualcosa di essenziale. Ogni volta che parli di una persona come costrutto sociale, di una convergenza di forza diverse, o come di un individuo frammentato, scisso, eccetera, apri le porte ad una marea di giustificazioni. Quando Sartre parla di responsabilità non parla di qualcosa di astratto. Donna mi dice sempre che il francesino non sta parlando di quel genere di io o di anima di cui discuterebbero i teologi, ma di qualcosa di molto concreto, pragmatico, come io e te che parliamo, prendiamo decisione e ce ne assumiamo le conseguenze. Siamo noi a decidere, non tiriamoci fuori, afferma la cara Cecena. Ora, personalmente non sono molto d’accordo con Lei; mi piace questa idea di responsabilità ma la trovo un residuo idealistico, teologico irreale. Responsabilità mi sembra una parola troppo grossa, da decostruire. La realtà è molto più inquietante dei più fervidi e utili sogni. Noi gnostici post litteram, come ci chiamerebbe Camus, siamo irresistibilmente attratti dalla realtà più che dai sogni.
Ed è per questo che stiamo male. Duemila anni di cristianesimo e filosofia ci hanno viziato e violentato, ci hanno addestrati al fatto che la bellezza coincida con la verità. Io non ci vedo nulla di bello nella verità, ammesso che questo termine non sia, parlando alla Wittgenstein, un errore linguistico.

Alla prossima, è stato un piacere iniziare a conoscerti. Non son responsabile di quello che possa dire di questo post Donna Cecena :-) spero intervenga

Spirito della Rete
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Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

brucaliffo ha detto...

Tesoro è chiaro che non è Franco e che Franco non c'entra per niente..
Non avrebbe mai argomentato una discussione con tanta presuzione..
Le tue risposte sono davvero lusinghiere e valide ,rindondanti commenti prolissi delle nostre due nuove conoscenze..Non entro nel merito della discussione non voglio aplificare ulteriormente il confronto, ti appogio in pieno mi complimento per il riferimento ad Ezechiele che è davvero il nostro preferito..
E voglio solo ricordera che c'è chi scrive per milioni di motivi diversi, per convincere, comunicare, informare, mostrare. e ecc...noi scriviamo per le persone che amiamo!!
Certo criticabiele...ma si sceglie nella vita!

Grazie infiene a Donna Cecena e Allo spirito ma attenzione...a non ostentare troppo!!questo non è lo luogo giusto
Ciao michela tua simona

Donna Cecena ha detto...

Confronto? Scricciolo, il "confronto" con la tua spledida amica Michela l'ho provocato io, ben sapendo che così facendo avrei scoperto parte delle sue letture, parte del suo orizzonte visivo, parte del suo carattere... poi, quanto ai termini "presunzione" ed "ostentare" (che Allah ti perdoni) un piccolo appunto:

1)Sulla Presunzione: sulla presunzione non son daccordo, in quanto io non presumo, io so. Ed è ben diverso.

2)Sull'Ostentare: fin quando qui, come in tanti altri blog in cui scrivo, sarò l'ignota DONNA CECENA, (combattente, marxista e islamica) e non un Nome reale come sei tu, potrò permettermi - nei limiti della borghese decenza occidentale e del Corano - di essere libera, pazza, critica e impavida come lo sono in montagna contro i Russi... puoi attribuire l'ostentazione a chi vuoi, tranne che ad un ignoto nik, che mai rivelerà il suo vecchio nome occidentale, e che preferisce il santo martirio ad una cosa simile. Piuttosto, in merito alla ostentazione (tu che fai parte della società dell'apparenza) dovresti realmente "preoccuparti": tu che sei un Nome reale e che sei amministratrice di un blog. Se è vero quel che dici, che scrivi per chi ami, bene, se è solo per quello basterebbe una bella - privata - lettera prioritaria...

la tua reazione alle parole del gentil ed infedele Spirito della Rete mi sembra tanto, rispolverando le esecrate carte occidentali, quel che scrive l'infedele Nietzsche sulla morale dei "servi"... parafrasando con l'infedele Esopo: la volpe che non riesce a raggiungere l'uva, dice sempre che è acerba...

Donna cecena - impertinente, sbruffona e col mitra

PS stiamo diffondendo l'inizativa di Blogosfere, da un mese a questa parte, di tingere con veste grafica ROSSA i vari blog, come gesto di vicinanza e solidarietà ai manifestanti (spesso monaci)birmani contro la dittatura militare. Per maggiori informazioni http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/09_Settembre/28/birmania_web_rosso.shtml o visitare Blogosfere

Anonimo ha detto...

Carissima Donna Cecena a te il tuo nik, ma non permatterti di esprimerti in merito a cose che non conosci affatto che non ti appartengono!
Tu non conosci la storia mia e di Michela non sai quanta fatica, amore ricerca e sacrificio si accompagna all nostra storia, quanto tempo rubato e quanta nostalgia, quante lettere LETTERE LETTERE LETTERE ci scriviamo!!!!
"Attenzione, quando le cose non si conoscono si giudicano!!!"
Questo offende molto!!Non intendo darti ulteriori giustificazioni a riguardo!
Cordialo saluti Simo

brucaliffo ha detto...

Scricciolo è davvero presuntuoso da parte tua cara Donna, mi sà tanto di piccolo al cospetto della tua grandezza!!Del resto hai dato della splendida alla mia amica Michela e questo ti perdona molte cose.
Il riferimento ad Esopo mi sembra assolutamente inopportuno, no devi sparare se non ci sono bersagli rischi solo di sprecare energia!
Che sia il tuo vecchio nome occidentale o il tuo nick per me il risultato non cambia:ostenti.e se vuoi puoi anche ostentare anonimamente!
Ritengo inoltre che il confronto non ha bosogno di particolari stimoli chemiotattici ma che sia una prerogativa spontanea che si inastaura semplicemente,tra persone intelligenti, senza bisogno di esordire con inopportuni agettivi come "infedele", ancor più se l'interlocutore è la mia splendida amica!
Mi domando ancora dove trovi tutto il tempo per la rete se sei così impegnata a combattere sulle montagne contro i Russi?!
Scusami tanto, ma mentre tu te né stai comodamente seduta alla tua poltrona, ci sono molti nostri coetani o comunque giovani che lottano con la morte ad ogni attimo.Che sognano di stare altrove e che mettono la loro vita a repentaglio per guerre folli di folli interessi e di folli uomini, non importa se siano occidentali o orientali, loro rischiano di morire!!!!e in molti muiono in oriente come in occcidente!
Io sono per la pace sempre e comunque.
Non mi piace la tua chiusura il tuo integralismo mi fà paura non posso che rispettarlo ma non lo condivido!Così come non capisco come si possano disprezzare le propie radici, io sono occidentale certo se per te questo vuol dire solo essere nata im Italia, se per te questo vuol dire necessariamente essere in un cero modo e vivere secondo certi steriotipi. Non mi chiudo nelle mie paura mi piace guardare ad ogni parte del mondo con amore e con libertà di pensiero e apertura, per coglierne sempre e ovunque tutte le sue sfumature, belle uniche preziose!
Mi piace essere reale e avere un nome reale con il quale firmare i miei pensieri, mi piace la realtà non mi fà paura..non m isottraggo ad essa e così il mio sognare ha la giusta dimensione.
Ciao grande donna cecena il tuo scricciolo.

Simona

Donna Cecena ha detto...

Così mi piaci Simona! Io invece son diventato, da pacifista che ero, un amante della guerra e dello scontro... chi si ferma è perduto. Inshallà!

Un bacio (secondo Corano),
Donna Cecena
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A proposito di Russi, stanno attaccando e bisogna difendersi!
Contro la xenofobia ed il fascismo mediatico, la caccia ai Rom e la paura e la non-cultura, mandate questo intervento di Sofri che ho scannerizzato
www.florafranchini.com/blog/?p=325#comments
(dalla Repubblica di oggi) ai vostri contatti please. Quanto aveva ragione Pasolini!
sul "fascismo" mediatico, vi consiglio questo mio intervento
www.florafranchini.com/blog/?p=318

Anonimo ha detto...

Ok Donna Cecena, tu per la guerra,io per la pace..ma di fronte al tuo riferimento Pasolniano e a Sofri,sono certa che insime per queste vie possiamo solo costruire una buona dimensione dialogica e di confronto, infondo sono certa che anche tu lo stai cercando non ostante siamo,io e michela occidentali!
Sofri, quanto poco se né parla quanti pochi lo conoscono, conoscono quello stà accadendo difronte ai nostri occhi e alla nostra più totale indifferenza.vado a consultare il tuo scritto..
Ciao Donna Cecena,il tuo Scricciolo che cresce!!!
Simona

Anonimo ha detto...

Simo ti sei lasciata provocare e poi affascinare dai gorgheggi di Donna Cecena...

Anonimo ha detto...

Sinceramante diffidente e attenta a ciò che scrive questo nick,alcuni riferimenti mi interessano le cose che scriva vanno purificate ma oltre tanto ostentazione, leggo una sottile ricerca che forse è comune alla mia!
Simona